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5 cose che non sapevi sulla Pinsa romana

Negli ultimi anni la pinsa romana ha avuto grande successo anche fuori Roma. Si sono viste spuntare pinserie un po’ ovunque in Italia, e sempre più persone hanno fatto la conoscenza gastronomica di questo prodotto da forno, dai molti considerata come una “pizza alternativa”, o “la pizza romana”, anche se la sua storia è molto diversa dalla cugina napoletana e senza alcun dubbio più antica, tanto che molti considerano la pinsa romana l’antenata della pizza napoletana. Ma cosa sappiamo veramente di questo incredibile prodotto da forno della tradizione regionale italiana, famosa per la sua alta digeribilità, per la sua pasta soffice e per il suo sapore autentico?

Scopriamo assieme 5 curiosità sulla pinsa romana che la rendono un prodotto così speciale:

1) Il termine pinsa deriva da “pinsere”, verbo latino con cui si indica l’azione di lavorare l’impasto per poi stenderlo. Infatti i vecchi pinseri della campagna fuori Roma impastavano a lungo la pasta della pinsa per poi stenderla e cuocerla direttamente sui tizzoni ardenti. Un’usanza contadina quasi rituale che prevedeva l’utilizzo di erbe aromatiche, sale e diversi tipi di farine, in primis quella di farro, prima varietà di frumento coltivata dall’uomo, poi rimpiazzata dal grano.

2) La pinsa non va fatta rotonda, bensì ovale. Per alcuni va anche rettangolare, ma la ricetta originale prevede appunto che si impasti una pasta con farina, acqua, olio e erbe aromatiche, formando poi una palla che si deve stendere e tirare, assumendo la classica forma di un disco allungato.

3) l’impasto è completamente diverso da quello di una pizza tradizionale: l’umidità è superiore, impiegando una quantità d’acqua maggiore rispetto alla pizza. La lievitazione prevista è di almeno 24 ore, consentendo all’impasto della pinsa romana una digeribilità migliore rispetto alla pizza.

4) Le farine utilizzate sono molteplici. C’è chi preferisce la farina di riso mischiata a quella di grano, oppure quella tradizionale di farro e di segale. Non esiste una sola variante per la miscela delle farine. Ci si può sbizzarrire. È certamente fondamentale il metodo e si può usare anche solamente la classica farina di frumento.

5) A differenza di quello che si può pensare, la pinsa è un alimento ipocalorico: grazie al suo impasto ad alta idratazione, l’uso sapiente delle farine e la lievitazione naturale, il suo impasto è altamente digeribile, poco calorico, senza appesantire.

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