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Carloforte: Tonni e Rais

Storia di pirati ed avventure quella di Carloforte. È l’isola di San Pietro, a sud della Sardegna, che con la vicina Sant’Antioco, costituisce l’Arcipelago del Sulcis.
Si raggiunge con un’oretta di traghetto partendo dal porto di Portovesme o da Calasetta (sull’isola di Sant’Antioco). E si parla genovese.

Nel XVI secolo, una colonia genovese di pescatori di corallo abitava l’isola di Tabarka, vicino alle coste della Tunisia. Iniziando a scarseggiare il corallo e ad essere tesi i rapporti con gli altri pescatori del Nord Africa, i coloni chiesero a re Carlo III di Savoia di colonizzare un’altra isola allora disabitata. Nel 1738 il re concesse loro l’Isola dei Falchi, l’attuale isola di San Pietro. Vi fondarono Carloforte, “il forte di Carlo”, in onore al re che diede loro la terra. I discendenti di quelle famiglie di colonizzatori non hanno mai lasciato questa splendida terra selvaggia. Hanno conservato anche il dialetto genovese, arricchito di termini nord africani e sardi, che echeggia tutt’oggi negli stretti caruggi del centro di Carloforte: il tabarkino. Anche le abitudini e le tradizioni, sono le stesse, contaminatesi a vicenda.
Ma Carloforte è famosa soprattuto per il tonno.
L’isola è sulla rotta che i tonni rossi percorrono “di corsa” da sempre nel Mediterraneo, dopo la Spagna e la Francia, per andare a riprodursi. La tonnara ha approfittato, e continua a farlo, delle loro abitudini secolari, facendone la principale attività dell’isola: la pesca e lavorazione del tonno. Fu anche bonificata la palude intorno al paese per farne una salina, preziosa alleata per la conservazione del tonno per cui è imprescindibile il sale. Del tonno si usa tutto, un po’ come il maiale sulla terra ferma. Fresco o conservato ha dato vita ad una lunga lista di piatti che lo vedono protagonista. “Brasato” in padella con il vino rosso locale Carignano e i piselli, era il piatto preparato durante la mattanza e poi conservato con l’aceto per tutto l’inverno. Mattanza è la cruenta “pesca” del tonno di fine primavera, che vede schierati rais e tonnaroti nelle loro potenti barche in attesa dei tonni che si infilano “consapevoli” nelle loro trappole. Nello stesso periodo, o appena dopo, la si celebra come un’antico rito con l’organizzazione del “Girotonno”, una kermesse che vede protagonista tutto Carloforte intorno alla sua fonte primaria: il tonno. Competizioni internazionali di cucina, concerti, live cooking a cui assistere e assaggiare… Quest’anno dal 2 al 5 Giugno. Per info più dettagliate: www.girotonno.it.

Ecco la gustosa ricetta del “Carlofortino”, realizzato con pane arabo bianco e tonno!

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