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Grano tenero

Solo le fasce a clima tropicale non lo producono. Perché il grano, chiamato anche frumento, viene coltivato praticamente in tutto il resto del pianeta. È il cereale più diffuso in assoluto ed è anche il più antico. Culla d’origine è la Mezzaluna Fertile, tra il Mediterraneo, il Mar Nero e il Caspio. Il grado di difficoltà della macinazione ne determina il tipo: grano tenero o grano duro. A noi, adesso, interessa il primo, il grano tenero.

È la specie più usata per la panificazione ed ha un grande uso anche per la produzione di pasta fresca.

Il terreno ideale di coltivazione è argilloso (la crescita è scarsa per quelli sabbiosi e poveri) e, in Italia, sopporta bene anche i freddi invernali, con eccezione per le regioni più estreme. È infatti la sua resistenza al freddo a renderlo tra i frumenti più coltivati.

Perché tenero? È un tipo di grano caratterizzato da chicchi friabili, quindi di più facile macinazione, operazione dalla quale si ottiene la farina bianca per la produzione di pane, pizze e dolci…

A sua volta, la farina, si suddivide in diverse tipologie, secondo i suoi gradi di raffinazione, ovvero di abburramento (estrazione della crusca e del cruschello dalla farina per mezzo del buratto):

  • tipo 00, abburramento del 50%
  • tipo 0, abburramento del 72%
  • tipo 1/tipo 2, abburramento del 80% e 85%
  • integrale, farina non setacciata con solo il primo processo di macinazione

Le conseguenze? La farina integrale che contiene tutte le parti del grano, comprese la crusca, dal punto di vista nutrizionale risulta essere la più completa. Le altre, in proporzione alla loro ricchezza di fibre vegetali, che aiutano il corretto funzionamento del nostro organismo.

 

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