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Radicchio trevigiano

Una superba e temeraria insalata ha reso famosa la città di Treviso. Non teme i primi geli invernali, anzi la rendono più croccante. È il radicchio, nelle sue molteplici forme.

Il Consorzio del Radicchio di Treviso, essendo un prodotto IGP (indicazione geografica protetta), ne garantisce la qualità e le caratteristiche ottimali di produzione come la composizione del terreno e l’acqua sorgiva per l’irrigazione… Ha bisogno di tanta acqua per tutto il ciclo di produzione, infatti, il suo territorio è bagnato dalle acque del Sile (siamo in provincia di Treviso).

Seminato a luglio, attende in campo fino alle prime brinate per poi essere raccolto con le sue radici e messo a riposo fino a febbraio, quando il suo fittone viene immerso in vasche con acqua corrente sorgiva, a temperatura costante tra i 10° e 12°C, per stimolare lo sviluppo del cuore sempre più bianco e croccante. Adesso è pronto per la vendita.

La sua famiglia è composta dal radicchio di Verona, a forma leggermente piramidale, quello di Castelfranco, più chiaro, la Chioggia, a palla, e la rosa di Gorizia, più rara, che ricorda, appunto, la forma di una rosa. Il radicchio di Treviso, allungato e dalla foglia stretta con colori marcati, a sua volta si distingue in rosso tardivo, rosso precoce e variegato.

È un ingrediente da non lasciarsi sfuggire per il grande pregio delle sue caratteristiche nutrizionali. È infatti un depurante del sangue, digestivo, lassativo e ricco di sali minerali. Anche il suo gusto particolare, con una spiccata nota amara ne fanno un protagonista per piatti dal carattere deciso. Alla griglia, condito con un filo di olio extravergine di oliva, sale e pepe, nei risotti, come contorno saporitissimo per carni, pesce e formaggi. Prova a scottarlo in padella, o sulla piastra, condiscilo con olio, sale e pepe e usalo per arricchire un tuo panino, noi te lo suggeriamo nella BAGUETTE CAMPAGNE con lo speck, un formaggio stagionato e un poco di miele. Niente male davvero!

Come suggeriva lo storico della cucina tedesco Franz Herre “L’amarezza della terra si trasforma in dolcezza della vita”.

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