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“Slow” cece

Bisogna avere pazienza. Ma sarà ben ricompensata.
Perché il cece è slow.
Quando si colgono, i ceci vanno lasciati seccare qualche settimana prima di poter essere consumati.
Quando poi dovete prepararli in cucina, dovete lasciarli in ammollo almeno una notte, senza “disturbarli” (come dicevano le nonne). Poi in pentola. E anche lì, i ceci, non hanno fretta, anzi. La cottura deve essere lenta. Bisogna avere pazienza, come dicevamo.
Ma le loro proprietà e la delicatezza del loro sapore vi conquisteranno.
Sono particolarmente versatili, e le loro caratteristiche permettono di mangiarne in quantità significative.
Sono un legume, quindi ricchi di proteine, fibre e sali minerali. Contengono il 6% di grasso, un po’ più degli altri legumi, ma anche acido lanoleico, che combatte il colesterolo.
Finite le presentazioni, ve li proponiamo come protagonisti di varie preparazioni.
In zuppe e paste sono presente un po’ in tutto il bacino del Mediterraneo, in cui hanno origine, ma anche in piatti come le falafel, polpette di ceci, l’ hummus, una crema aromatizzata di ceci, entrambi mediorientali, o la nostranissima “farinata” (genovese, ma tanto simile alla “cecina” toscana). È una deliziosa “polentina” sottile sottile con tanto olio di oliva cotta in una teglia nel forno a legna. La sua crosticina è incredibile. Noi cosa facciamo coi ceci? Con le falafel e l’hummus, farciamo il PAN PIZZA. Tutto Mediterraneo, vegetariano e molto healty!

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